Tu vuo’ fa’ l’americano

Sono trascorsi oltre due anni – la notizia riportata dal Corriere della Sera è del 25 febbraio 2010 – da quando il comitato scolastico della Senior High School di Central Falls, nel Rhode Island, ha licenziato 74 insegnati dopo che, in quattro anni, erano riusciti a ottenere il titolo di studio meno della metà degli studenti di quella scuola. «È stata la decisione più difficile di tutta la mia vita» ha spiegato la sovrintendente scolastica, Frances Gallo, a giustificazione di una scelta che ha fatto infuriare (ovviamente) docenti e sindacati, ma che ha ottenuto il plauso (meno ovvio) del segretario all’istruzione di Barack Obama, Arne Duncan.Strana razza, questi americani: gli studenti non studiano e loro se la prendono con gli insegnanti. Ma la cosa più strana, direi quasi folle, è che la lettera di licenziamento è stata spedita anche al preside. Il quale – poveretto – non ha potuto addurre di non sapere, di non aver visto, di aver vigilato e di essere intervenuto ma di essere stato frainteso o mal interpretato. Per questi pazzi americani le responsabilità del capo ci sono sempre e comunque, e non aspettano che l’interessato si spieghi, tergiversi, accampi scuse. Pare che da quelle parti, se un sottoposto sbaglia, lui paga l’imperizia e il suo superiore la negligenza per omesso controllo. Perbacco! Che in America fare il capo sia una cosa seria?Recentemente l’amico Mauro Mattiolo contribuiva alla discussione di questo post con un interessante riflessione che invito a leggere. E alla luce di questa riflessione, e di quello che è capitato a Central Falls, magari a qualcuno dei nostri sedicenti “capi” (di regioni, di giornali e di navi da crociera) viene in mente di andare a studiare un po’ in America.

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